Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;
e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me” (Lc, 22,28)

“Vieni servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore” (Mt 25,21)

Ha terminato il suo viaggio su questa terra … nato il 7 dicembre del 1938 da sempre è stato compagno, fratello e assistente dell’Azione Cattolica. Prima assistente ACR (1980-1986) e poi Assistente Generale (1986-2020) ci ha accompagnato, incoraggiato e assistito, ci ha spronato e anche criticato ma indubbiamente ha sempre vissuto le vicende ecclesiali e sociali con noi, con affetto fraterno, alla pari, chiedendoci di guardare al Regno che innanzitutto è per i poveri, gli umili, i miti e gli assetati di giustizia.

Lui le viveva tutte queste tensioni con l’inquietudine di chi non si accontenta, di chi sa che “beato” non fa rima con “rilassato”. Ci siamo voluti tanto bene🤗 e questo oggi è il vuoto più grande, pur sapendolo ancora lì a custodirci e camminare con noi dal cielo🙏 (Flavio Gotta – presidente diocesano)

Vogliamo qui di seguito raccogliere i ricordi, le preghiere, l’affetto di chiunque voglia in questo modo rendere il proprio GRAZIE a don Franco e al buon Dio che in lui per molti si è fatto presente sulle strade di questa vita.

Anna e Antonella Bogliolo

Abbiamo avuto l’immenso dono di crescere e vivere i nostri primi passi all’interno della Chiesa con sacerdoti dallo sguardo di cielo e dal passo leggero. Don Franco è stato uno di questi, capace di accompagnare senza imporre, con la “forza” di chi si sente umilmente nelle mani di Dio.
Condividere con lui il percorso di fede consisteva nel sentirsi voluti bene, accolti nella propria unicità, senza confronti o aspettative.
Ci siamo sentite sicure di avere un buon compagno di strada con cui condividere le difficoltà e le grandi speranze, con la sensazione che la guida non stesse in un’autorità rassicurante, ma nella scia luminosa di chi prende sul serio la vita e vive come se nessun bene terreno possa sostituire quelli del Cielo.
Grazie Don Franco per il prete che sei stato.

Giancarlo Olcuire  El murein da masnà
Gianfranco Morino  In ricordo di don Franco
Consiglio Pastorale di Acqui (Vittorio Rapetti) Testo letto durante la celebrazione del funerale il 04/07/2020

Nino Russo Caro don Franco ho pregato per te quando eri vivo e continuerò a pregare per te da morto
Laura Moretti e Sandro Tasca Don Franco, quanta presenza nelle nostre vite! Il Ricre anni 70, la pallavolo, il cinema la Domenica alle 11… ma solo dopo la Messa, i primi balli tra adolescenti senza genitori, ma c’eri tu dietro al banco del bar che ci tenevi d’occhio… e poi l’età adulta, la tua aspra schiettezza a me tanto gradita. Le nostre cene tra amici “solo un brodino, niente pesce…ma se ci fosse un po’ l’insalata russa!” Non ci si vedeva spesso, ma era sempre una festa. Chissà se lassù troverai il mitico Pautasso, cavallo di battaglia delle tue barzellette, a farti sorridere. Grazie don… per tutto quello che sei stato.
Piera Corneglio 30 Agosto 2008, Santa Messa nella cappella Francescana del Santo Sepolcro, Gerusalemme. “Non c’è viaggio verso la sorgente che non sia scortato dagli angeli; non c’è battaglia contro le ombre che essi non sostengano dando man forte. Non c’è veglia nella notte che non avvolgano di silenzio. E non c’è corsa verso l’aurora che essi non aprano, che essi non precedano”. Buon viaggio don Franco. Un abbraccio.
Elena Capra https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1168071333549113&id=100010387710269
Davide Consorte Ciao Franco
ci hai lasciati in silenzio senza far rumore, come era tua consuetudine. Amici da più di cinquant’anni ti ricordo vice parroco al Duomo giocare a calciobalilla con noi ragazzini di circa dodici anni. Ti ho seguito poi dal Ricre a San Francesco. In tutti questi anni, fra gioie e tante sofferenze soprattutto fisiche che hai dovuto patire, in te emergeva sempre un’unica priorità: ASCOLTO E CONDIVISIONE, soprattutto verso i più deboli.
Hai dato vera testimonianza di sacerdote sempre in prima linea, a volte scomodo per tanti. Hai combattuto la”buona battaglia”.
Arrivederci caro amico.
Meli Lucà https://www.facebook.com/385720351624101/posts/1402100839986042/

 

Sabato sera 30 Maggio

alle 21 ci sarà la Veglia di Pentecoste della Diocesi di Acqui, organizzata dall’Azione Cattolica Diocesana in collaborazione con le aggregazioni laicali (Agesci, Comunità Shalom, CSI, Movimento per la Vita, Oftal, Papa Giovanni XXIII, RnS).

… e cominciarono a parlare altre lingue…

Il tema della Veglia di quest’anno verterà sul dono dello Spirito che aiuta a parlare diverse lingue, a entrare in contatto con le diverse sensibilità per trovare una strada comune su cui camminare.

In questo tempo traumatizzato dal COVID abbiamo necessità di parole nuove, discorsi che non ci riportino ai vecchi modi di intendere la vita perché abbiamo toccato con mano come “un diverso modo di vivere sia possibile” ma soprattutto necessario.

Invocazione allo Spirito

Non è facile trovare nuovi equilibri, prima ancora nella mente che nella pratica.

È molto alto il rischio di utilizzare le solite parole di disperazione, di discredito, di attacco verso gli altri.

Chiediamo allo Spirito di illuminarci mente e i cuore, per vedere ciò che spesso rimane sotto traccia ma che può schiudere la porta a un futuro di pace e solidarietà, di condivisione e fratellanza che in fondo è la cosa più bella che desideriamo per la vita, nostra e dei nostri figli.

Come partecipare

1- IN PRESENZA: la Cattedrale di Acqui con le attuali modalità e per com’è impostata la Veglia, potrà accogliere 70 persone, provviste di mascherina e nel rispetto delle distanze; qui la traccia della veglia
2- TRAMITE LA PIATTAFORMA DIGITALE “Zoom”: : abbiamo scelto questo mezzo perché consente di vedere anche i volti di chi è a casa, consentirà di poter chiedere la parola per fare una preghiera “ad alta voce” o inviarla sulla chat e allo stesso tempo si potrà seguire tutta la celebrazione in una sorta di “comunione digitale”. Il link si può richiedere agli organizzatori della Veglia o ai parroci;
3- SEGUENDO LA DIRETTA SUL CANALE YOUTUBE DELL’AZIONE CATTOLICA DIOCESANA al seguente indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=VX0hw6EhHwU&feature=youtu.be in questo caso non sarà possibile interagire ma si potrà comunque essere uniti nella preghiera.

Momento per i giovani

Abbiamo cercato di tenere un profilo giovane, nello spirito della tradizione che da sempre vuole radunare in questa Veglia i giovani e per questo si inserisce a pieno titolo nel percorso della Pastorale Giovanile Diocesana.

Canteremo dal vivo, mantenendo le mascherine e le distanze, ci saranno simboli e attenzione al ritmo della celebrazione, presieduta dal Vescovo Luigi Testore.

Lo Spirito rinnova la terra

Vorremmo anche quest’anno provare ad essere il segno della disponibilità del cuore a “fare nuove tutte le cose”, a partire da noi, dalla nostra stessa capacità di convertirci alla novità.
Pregando insieme siamo certi che la Comunità dei fedeli, con le sue molteplici sfaccettature, con pregi e difetti, potrà essere sale della terra, lievito che porta fermento all’impasto, senza gesti che si impongono, ma nello stile del Signore, con la debolezza di una semplice ma sentita preghiera comunitaria. Credo ne abbiamo bisogno tutti!!
Vi aspettiamo

Giovedì 30 incontro organizzato dall’AC per conoscere la realtà di Piemex

Le parole di Gesù riprese da Papa Francesco nella preghiera del 27 marzo in una piazza S. Pietro deserta (che effetto quel momento di preghiera!) ci toccano il cuore e ci spronano a cercare e capire quali sono le opportunità che questo periodo, nonostante tutto, può offrire anche per la nostra economia.
Spesso grandi scoperte e grandi novità della nostra economia nascondono in sé valori e capacità tratte dal passato ma rielaborate in chiave moderna con uso sapiente della tecnologia.
Guardando così verso il passato per trarre qualche spunto vediamo che nel 1934 in Svizzera, in seguito alla grande crisi del 1929, è stata creato il WIR: una camera di compensazione di crediti e debiti; una rete di imprese che, in assenza di denaro (senza denaro in Svizzera, la patria delle banche!!), decide di pagarsi in crediti utilizzando così il proprio lavoro e la propria professionalità come metodo di pagamento.
L’idea di fondo è stata ripresa nel 2008 in Sardegna da un gruppo di ragazzi che ha fondato una realtà simile: il Sardex facendo delle relazioni umane la vera moneta di scambio.
Il WIR è poi diventata una vera e propria banca, Sardex ha avuto un impatto sull’economia sarda fondamentale per sostenere il mondo “euro”.
Entrambe le realtà sono protette e collaborano attivamente con i rispettivi stati che apprezzano la capacità di sostenere l’economia e di tracciare pagamenti che potrebbero altrimenti essere nascosti al fisco.
Giovedì 30 incontreremo così Franco Contu, uno dei 5 ragazzi fondatori di Sardex che nelle sue esposizioni utilizza un termine che ci colpisce: “noi siamo per la biodiversità monetaria”.
Con lui scopriremo come una moneta può essere amica delle persone e aiuto nella creazione di reti di economia locale.
Chi vuole partecipare si deve iscrivere contattando i responsabili diocesani di AC, Giovani o Adulti (di seguito alcuni contatti: Barbara Grillo nova.baby71@gmail.com – 340.524.2858; Emilio Abbiate 335.809.8977; Marco Peuto marco.peuto@fastwebnet.it – 392.52.3615; oppure l’email acquiac@gmail.com riceverete un link con cui partecipare. Vi aspettiamo numerosi
Marco Peuto – consigliere diocesano di AC

Quasi 90 ragazze e ragazzi

residenti nei diversi angoli della Diocesi, tra i 15 e i 30 anni, si sono “incontrati” venerdì sera grazie alle moderne tecnologie digitali. E’ stato un primo incontro di presentazione per capire, in base alla risposta dei giovani, come impostare un cammino di incontri, uno ogni due settimane.

Modalità e contenuti pensati “dai giovani per i giovani”

guidati da Chiara Pastorino di Rivalta (23 anni) e da Pietro Pastorino (26 anni) di Masone il settore giovani di AC ha chiesto ad ognuno di dire una parola chiave su cos’è per ciascuno la quarantena che si sta vivendo.

Un incontro per sapere come stanno, per ascoltare i pensieri dei giovani e non per forza per dirgli quel che devono fare.

Il limite è stato il dover parlare e ascoltare un numero così alto di persone tramite una piattaforma digitale su internet. Per questo motivo dalla prossima volta i partecipanti verranno suddivisi in più gruppi, avendo cura di mettere insieme i giovani per affinità, età e provenienza, per agevolare il dialogo in modo da superare i limiti dovuti alla tecnologia.

Un appuntamento ogni 15 giorni

Si invita nuovamente tutti ad aderire, verranno mandati inviti e sarà chiesto di prenotarsi così da organizzare al meglio l’incontro. Il tema, lo stile di confronto, non far sentire i giovani più soli di quel che sono costretti a vivere per la clausura forzata della quarantena è l’obiettivo che questa iniziativa si pone, oltre a dare contenuti, fare formazione com’è nello stile tipico dell’AC, camminando insieme.

Un evento di Chiesa

C’è stata anche la gradita partecipazione di Mons. Testore che con don Claudio Montanaro –assistente diocesano di AC- hanno dato volto all’unitarietà del cammino della Chiesa, con tutte le membra che partecipano al fine ultimo: essere segno di salvezza in cammino verso il Regno.

La registrazione audio della serata

Il Regno che Gesù ha inaugurato, un mondo fatto di relazioni buone, che cercano il bene comune, dove neanche il Signore si impone, neanche per una causa giusta, un Regno dove il prendersi cura gli uni degli altri crea legami, cuce una rete dove si respira profondo ben-essere (Pace).

Di questo c’è bisogno, gli adulti di AC ne sono convinti, c’è bisogno di esperienze dove il modus operandi non sia la competizione economica, dove la guerra (economica, sociale o militare) non sia lo strumento per raggiungere gli obiettivi di una parte sull’altra.

Questa quarantena fa toccare il limite di un approccio individualista, si sente l’eco delle parole del Vescovo di Roma che continuamente ricorda ai cristiani come “nessuno si salva da solo”, rifuggendo da un’impostazione della società che spalanca un futuro dai tratti foschi per il lavoro e la sopravvivenza dignitosa di molte persone.

Così giovedì 30 aprile oltre 70 persone connesse all’incontro digitale organizzato dal Settore Adulti dell’AC in collaborazione con la Pastorale del lavoro hanno ascoltato l’esperienza di Sardex, un circuito di persone imprenditori, commercianti, professionisti e anche singoli cittadini che punta sul condividere e scambiarsi beni e servizi al di là del capitale in denaro che si possiede, smarcandosi almeno in parte dal sistema finanziario. Il principio da cui si parte può apparire banale: i soldi misurano il valore di una prestazione e non deve essere l’accumulo di denaro ad aumentare il valore alla mia vita. Il pane, il lavoro dell’idraulico, il servizio della baby sitter sono il bene che dà valore alla vita, è importante valorizzare le persone, quel che sanno fare per poter anche far girare le economie di un territorio senza obbligare i giovani (e gli adulti) ad emigrare per trovare una speranza di vita. Così si sono inventati un circuito prendendo spunto dall’esperienza in Svizzera e in Sardegna. Ora il circuito è presente anche in Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e sta raggiungendo traguardi molto interessanti. Per chi è interessato all’argomento la registrazione audio dell’incontro è scaricabile dal sito dell’AC Diocesana www.acquiac.org nella sezione “Documenti-Riflessioni audio”.

Una serata densa di spunti, ottimamente gestita con una regia tecnica e organizzativa a cura dei responsabili adulti Barbara Grillo ed Emilio Abbiate, coadiuvati da Marco Peuto e Paolo Abbiate, con qualche inevitabile limite al dialogo e alla discussione dovuto al mezzo di comunicazione utilizzato. Partecipata da molte persone anche al di fuori della stretta rete associativa, ha fatto toccare con mano come le iniziative di Azione Cattolica partano dagli aderenti ma sono per loro natura aperte a chiunque, sono offerte all’intera popolazione ed anzi hanno lo scopo di incrociare le diverse sensibilità per arricchirsi reciprocamente e diventare luogo di formazione umana.

Verranno organizzati altri momenti nelle prossime settimane, visto l’interesse e le richieste con ogni probabilità sarà riproposto il tema del lavoro e di come potrà reggere nell’immediato futuro la società “glocale” (neologismo che unisce il concetto di globale e locale), portando sempre esempi concreti per aprire le porte alla speranza e non solo agli ideali. Ma l’apertura anche ad altri temi che condizionano il cammino nel nostro tempo potrebbero essere oggetto di interesse. Sarà compito del Setto Diocesano Adulti scegliere quali nodi affrontare, è un lavoro politico di base, dove far incontrare fede e vita è fondamentale per provare a fare qualche minuscolo passo verso il Regno. Una vocazione a cui l’AC nella sua storia ha sempre risposto con un sì convinto, che ha provato a incarnare con tutti i limiti ma anche con tutta la passione radicata in Gesù Cristo, anche al tempo del COVID!

Guardare avanti

L’altra sera a Settore Adulti ci siamo posti di fronte alle difficoltà che viviamo chiedendoci “come guardare avanti“, quale speranza possiamo raccontare.

Con il profeta Isaia

Mi viene spontaneo pensare a Isaia, un profeta che se parlasse oggi rischierebbe di essere deriso da tutti per eccesso di ottimismo quando dice che le armi verranno trasformate in attrezzi di coltivazione (spade in aratri) e gli oppressori non faranno più soprusi verso i deboli (i lupi dimoreranno insieme agli agnelli).

Annegare nelle paure o guardare al futuro

Noi temiamo continuamente di essere sbranati, ci sentiamo circondati di pericoli, attacchiamo o ci deprimiamo, siamo speso convinti che siano le guerre e i soldi a muovere il mondo. Oggi c’è la grande paura che finita l’emergenza COVID sarà la fine per tanti, la fine di un’attività chiusa per troppo tempo, la fine dei rapporti “umani” per tutelare la salute costretti a vivere con mascherina e guanti per il resto dei propri giorni. Ma il sogno possibile è un altro, e non dobbiamo immaginarlo irraggiungibile, altrimenti non si parlerebbe di profeti ma di ingenui creduloni.

Abbiamo cambiato il mondo con le nostre decisioni

In fondo ciò che sembrava impossibile (tutti a casa, tutti fermi, attività ritenute “indispensabili” bloccate dall’oggi al domani…) è stato fatto sotto la spinta di un microscopico virus… quindi si può fare quel che sembra impossibile!!! Senza bisogno di scomodare Dio lo abbiamo deciso, fatto e ne vediamo i risultati.

Chi muove il mondo? I soldi e il potere o gli uomini e le donne

Abbiamo così deciso di organizzare un incontro di formazione per conoscere un progetto che apparentemente è un sogno: far girare l’economia non con la leva dei soldi ma con le proprie capacità! Ci siamo accorti che ad Acqui il problema sociale soprattutto legato alla mancanza di lavoro è grande, allora perché non provare a immaginare un circuito di scambio che permetta di vivere, di acquistare servizi anche in scarsità di liquidità?

I credenti sanno sognare concreto

Ma non solo, dobbiamo credere anche a quel che ad oggi appare irrealizzabile, riappropriarci del senso del nostro ruolo di cristiani che da sempre raccontiamo un sogno apparentemente folle: la Resurrezione! Sognare/realizzare un mondo (una società) capace di fare un passo in avanti è la nostra impresa possibile, credere a uno stile di vita più umano, che non consumi tutto il Pianeta per i nostri capricci, che non opprima l’altro per il nostro bisogno di sentirci superiori, che creda alla forza dell’Amore e della condivisione più che al potere dei soldi e dell’individualismo è il minimo che dobbiamo fare, se veramente ci diciamo cristiani.

Prenotarsi per l’incontro del 30 Aprile

L’appuntamento è per giovedì 30 Aprile, alle 21 sulla piattaforma Zoom ad ascoltare l’esperienza di Piemex-Sardex. Chi vuole partecipare si deve iscrivere contattando Barbara Grillo (nova.baby71@gmail.com – 340 524 2858) Emilio Abbiate (335 809 8977), Marco Peuto (marco.peuto@fastwebnet.it) oppure l’email acquiac@gmail.com riceverete un link con cui partecipare. Vi aspettiamo numerosi
Flavio Gotta – presidente diocesano AC